1999

Wietersdorf – Viene avviata una fase di investimenti scaglionati su più anni:

  • sostituzione degli elettrofiltri del forno rotativo III con filtri a manica
  • sostituzione dell’impianto di frantumazione nella zona estrazione

San Vito (I) – la Baumit Italia srl acquisisce il 60% delle quote societarie della Siprem S.p.A., e con queste anche un impianto per la macinazione del clinker.

1998

Wietersdorf – La realizzazione di un impianto di frantumazione/stoccaggio/dosaggio per l’impianto di lavorazione dei materiali sintetici tiene conto delle finalità perseguite, ossia dell’incremento della percentuale dei combustibili secondari. Si è ancora lontani dall’80% che costituisce l’obiettivo finale, ma la Wietersdorfer si piazza comunque tra i primi posti in Austria.

1997

Peggau – Prima certificazione a norme ISO 14001 ed EMAS.

1994 - 1995

La produzione di cemento a Wietersdorf viene portata allo stato dell’arte con – la realizzazione di un impianto di granulazione automatica per il forno rotativo III
– la ristrutturazione della centrale di controllo
– la riprogettazione del molino cementi II/V e la sua automatizzazione
– la realizzazione dei primi impianti di lavorazione di materiali sintetici.

1992

Peggau – un progetto futuristico: la coltivazione della cava Tanneben, con il suo pozzo di scarico alto 220 m e il suo pozzo di estrazione di 300 m, assicura per decenni la disponibilità di materia prima allo stabilimento di Peggau.

1987

La Wietersdorfer Zementwerke Phil. Knoch & Cie e la Peggauer Zementwerke Alois Kern si fondono dando vita alla Wietersdorfer & Peggauer Zementwerke Knoch, Kern & Co.

1987

Nel cementificio di Wietersdorf si impiegano per la prima volta combustibili alternativi. L’aumento dei costi energetici ha infatti indotto i tecnici a cercare nuove e più convenienti fonti energetiche. Il termine “combustibili secondari” non è ancora in uso quando per la cottura del clinker a Wietersdorf si cominciano ad affiancare ai combustibili fossili anche i copertoni usati.

1979

A Peggau si aumenta nuovamente la capacità con l’entrata in esercizio del secondo forno rotativo Lepol, in grado di produrre 830 tonnellate di cemento al giorno.

1973

Molino n. 5, con una produzione di 80 tonnellate/ora.

1966

Nel 1965/66 a Wietersdorf si realizza il terzo forno rotativo. Nel frattempo il primo forno è già in funzione da trent’anni, e non può più gestirsi economicamente. I limiti di capacità dello stabilimento sono a questo punto già da tempo raggiunti, per cui a nord degli impianti esistenti si realizza un altoforno con una produttività giornaliera di 1.000 tonnellate, che consente di produrre in 15 giorni gli stessi quantitativi che nel 1913 si producevano in un anno. La particolarità di queste impianto sta nello speciale bruciatore, che si può alimentare indifferentemente a metano, olio combustibile o polvere di carbone, anche in uso promiscuo. Alla fine degli anni 80 si potranno utilizzare in successione anche altri combustibili da riciclo, come vecchi copertoni, plastica ecc. Il forno verrà modificato anche esternamente e dotato di una copertura, ed è in funzione ancora oggi, anche se con un processo del tutto diverso (dalla produzione semisecca si è passati a quella secca con calcinatore). In questo modo si riuscirà a ridurre ancora sensibilmente il consumo energetico.

1960

A Peggau si inizia a realizzare un forno rotativo tipo Lepol, che entra in esercizio nel 1962 con una produzione giornaliera di 350 tonnellate.

1958

Alois Kern acquista gli impianti di Peggau, fino a quel momento ancora “proprietà tedesca” amministrata dalle potenze di occupazione. Mediante uno scambio di quote societarie, nel 1959 alcuni soci della Wietersdorfer entrano a far parte del consiglio d’amministrazione della Peggauer Zementwerke Alois Kern, e le due aziende si riuniscono sotto un’unica gestione.

1953

Peggau – per migliorare sia la qualità del prodotto che la capacità produttiva, nel 1953 si realizza un molino per la macinazione del solo crudo. Nei primi anni ‘50 si possono così produrre mediamente 30.000 tonnellate all’anno in due altiforni (150 tonnellate al giorno), e nel 1955 si raggiunge già una capacità produttiva di quasi 50.000 tonnellate.
Nel 1956 si cessa la produzione della calce.

1949

L’1 marzo 1949 la Alois Kern prende in locazione gli stabilimenti di Peggau. Viene rapidamente ultimato il cementificio progettato e già in costruzione prima della guerra, e nel settembre di quell’anno la produzione di cemento ricomincia nel 1949, anche se con qualche diseconomia, perché si deve utilizzare lo stesso molino per macinare sia il crudo che la farina.

1945

Quando comincia a delinearsi la fine del Terzo Reich, le fabbriche non rilevanti ai fini bellici vengono chiuse; grazie a Philip Knoch II, alla Wietersdorfer viene risparmiato questo destino. Si riesce anche a prevenire la distruzione della fabbrica, assicurandone la sopravvivenza e il passaggio alla produzione postbellica.

1939

La capacità produttiva non riesce a tenere il passo con la domanda. A Wietersdorf si investe in un moderno forno rotativo Lepol, che garantisce una produzione giornaliera di 200 tonnellate, ma già poco prima della fine della seconda guerra mondiale la produttività dello stabilimento è nuovamente al limite. Nel 1940 per esempio la „Verkaufsgemeinschaft Süd-Ost“ (una società controllata dallo stato) passa alla Wietersdorfer un ordine di fornitura di 71.000 tonnellate (corrispondente ad una capacità produttiva di 355 giorni a pieno regime).

Si tratta senz’altro di ottime commesse sulla carta, ma dal ricavato vanno detratte le „donazioni“ al regime („Adolf Hitler Spenden der deutschen Wirtschaft“), oltre al 18,5% di sovrattassa di guerra.

1931

Wietersdorf – la domanda in continua crescita induce la direzione a far realizzare un forno Thiele ad alta capacità, con un potenziale produttivo giornaliero di quasi 100 tonnellate. A quel tempo il cemento viene ancora distribuito in tini da 200 kg.

1917

Wietersdorf – si rileva la fabbrica di cemento Portland del Conte Oskar Christallnigg a Hornburg. Nello stesso anno si passa dalla produzione di cemento naturale a quella di „cemento sintetico“ („Kunst-Cement“).

1900 - 1902

Poco dopo l’inizio del nuovo secolo vengono realizzati 3 forni rotativi tipo Liban e un forno Schlegel. Nel 1902 – quindi nel giro di 9 anni – lo stabilimento Wietersdorf dispone già di 11 forni per la produzione del cemento. Tre anni più tardi la fabbrica dà lavoro a 186 persone, di cui 27 tra operai qualificati e impiegati.

1896 - 1900

I fratelli Knoch continuano a potenziare lo stabilimento di Wietersdorf. Già del 1896 vengono ultimati i primi tre forni Roman, seguiti nel 1897 – 1900 da tre nuovi forni Portland.

1893

Peggau – Johann Hofbauer apre una cava, dalla quale estrae ghiaia calcarea che per la sua durezza e purezza viene utilizzata principalmente per la costruzione di strade e massicciate ferroviarie a Graz e dintorni. Già due anni dopo lo stesso Hofbauer fa costruire una fornace con una produzione giornaliera di 15 tonnellate.

1893

Viene fondata la „Wietersdorfer Portland und Roman Cementwerke Philipp Knoch“; ne sono soci Philipp Knoch, Gottlieb Knoch e Karl Knoch; il 10 ottobre ha inizio la prova di esercizio, con una fornace, un molino ed una turbina della potenza di 50 cavalli.

1892

Wietersdorf – Philipp Knoch acquista la tenuta Mühlbauer, pochi chilometri a nord del paese di Klein St. Paul nella Görtschitztal.